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Cosa dice il protocollo per i matrimoni in tempo di covid?

21/05/2020

L’accordo è stato siglato lo scorso 7 maggio scorso tra il Governo e la Conferenza episcopale italiana ed ha portato alla ripresa delle funzioni religiose dal 18 maggio, ma inutile negare che nulla è più come prima, soprattutto per chi si appresta a recarsi all’altare.

Le disposizioni del ProtocolloNulla di specifico è predisposto per i matrimoni nei 5 punti del Protocollo sottoscritto con il placet del CTS che veglia su di noi per proteggerci dal rischio contagio.

Nel dettaglio le novità che aspettano gli sposi in mascherina sono tante, le più importanti leggendo il protocollo sono :

art.1,  punto 1.1

«l'accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell'edificio sia nei luoghi annessi, come per esempio le sacrestie e il sagrato».( ergo niente lancio del riso per intenderci, espressamente vietato, per i distratti, dall’arcidiocesi di Agrigento)

art.1, punto1.2

«Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell'ente individua la capienza massima dell'edificio di culto, tenendo conto della distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale». (vi ricordate i matrimoni nelle piccole chiesette a picco sul mare o in montagna? in alcuni casi anche consentire l’ingresso dei parenti degli sposi potrebbe essere proibitivo)

Art.1, punto 1.5

«Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche sono tenuti a indossare mascherine». (sposi e testimoni compresi, nessuna eccezione, mascherine non di pizzo beninteso, ma in grado di proteggerci dal contagio)

Art.3, punto 3.2

«Può essere prevista la presenza di un organista, ma in questa fase si ometta il coro» (marcia nuziale per l’ingresso sonoro della sposa in chiesa salvo dunque)

A parere di un sondaggio diffuso dagli organizzatori di eventi, i wedding planner, il 51% delle coppie avrebbe deciso di mantenere la data fissata, ma Unimpresa Moda, calcola invece che 7 fidanzati su 10 avrebbero scelto invece di posticipare, con un impatto negativo stimato sui ricavi (abbigliamento, video e fotografie, bomboniere, addobbi floreali, ristorazione) stimato in centinaia di migliaia di euro.

Ma poi c'è tutto il resto, sì perchè in tempi di covid, a cambiare non è solo il rito religioso, ma anche il resto: niente foto con parenti e amici (che in alcune zone d’Italia non vengono scattate solo il giorno del fatidico si, ma precedono la funzione religiosa e la seguono), niente pranzi in alcuni casi luculliani con portate interrotte da opportuni sorbetti al limone non conclusivi del pasto ma digestivi per ricominciare dall’antipasto fino a tarda notte, niente cambio d’abito della sposa per le bomboniere e niente lancio del bouquet a beneficio di amiche e giovani parenti aspiranti spose in un futuro, si spera, non tanto lontano.

Il 2020 potrebbe essere ricordato come l' anno zero dei matrimoni!