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Eremo di San Paolo

Ad Arco, a ochi minuti da Riva del Garda, è possibile ammirare una vera e propria opera d’arte sacra, ricavata nella roccia e decorata con meravigliosi affreschi.

L’Eremo sorge sulla strada di  Prabi, a nord di  Arco. E’ una delle testimonianze sacre più antiche della zona, il suo altare, infatti, risulta consacrato già il 9 aprile 1186. A volere e costruire l’Eremo, i Conti d’Arco, che lo realizzarono sfruttando una nicchia sotto una roccia a strapiombo sul paese.   La roccia è una parete e parte della volta della Chiesa, composta dalla sala principale e dai una stanza attigua riservata un tempo agli  eremiti.   A nord si trovano un piccolo terrazzo e una scala in pietra scavata nella roccia.

Dopo la consacrazione nel 1186, l’Eremo di San Paolo  ha vissuto una storia ricca e travagliata che a volte sconfina nella leggende. Si narra ad esempio che nel 1333 vivesse qui una certa Sor Gisla, interrogata nel processo contro l'eretico Dolcino.

Nel 1627, l’Eremo divenne luogo di quarantena per arginare l'epidemia di peste scoppiata in Baviera e dilagante in Europa. Nel XVIII secolo l’eremo venne un po’ abbandonato, fino a quando nel 1844 la chiesa ed il bosco circostante vennero acquistati da Gregorio de Althamer, borghese di Arco e proprietario di una splendida villa a Prabi che ne finanziò il restauro.

L’eremo continuò a essere utilizzato fino al 1950, anno dopo il quale cadde in uno stato di completo abbandono, fino all’acquisto da parte del  Comune di Arco, proprietario dell’eremo ancora oggi, che grazie ai lavori di restauro della Provincia di  Trento, ha portato alla luce bellissimi affreschi dedicati all'Ultima cena e alle Storie della vita di San Paolo.